Sono annebbiato. La domanda sorge spontanea prima di mettersi a scrivere: fosse toccato a me come mi sarei comportato ?
Incontratisi più o meno per caso nell'estate del 2008, su un treno diretto per chissà dove, Gaston Orlando Magnetti e il FC Chiasso di strada insieme ne hanno fatta tanta e anche (forse) troppa.
A 27 anni, con i tempi che corrono e con le voci che girano, un contratto come quello proposto dall'AC Bellinzona avrebbe potuto essere rifiutato ?
Alla fine non è mai facile scegliere, soprattutto quando si tratta di rimettere piede in un posto dove due anni prima non ti avevano voluto. Tuttavia, vista dal lato prettamente economico e con uno sguardo fisso a quello professionale, la scelta di Gaston non fa una piega.
Più soldi, contratto mediamente lungo, società ambiziosa, possibilità (teorica) di giocare al fianco di un certo Hakan Yakin e di scendere in campo con il traguardo della promozione nell'ottica. Diverso invece - in casa granata - pensare di risolvere i propri problemi con l'arrivo del bomber argentino che ha segnato 26 reti in 51 partite giocate in prima Lega, ma che in Challenge League, tra alti e bassi, è stato forse sopravvalutato più per la mancanza di concorrenza in una squadra che dal proprio ritorno nella categoria cadetta ha sempre badato prima di tutto a non prenderle. Settima alla fine della stagione 2010/2011, la compagine rossoblu ha segnato più reti delle sole Yverdon, Sciaffusa (retrocesse) e Kriens.
Nella prima metà della stagione in corso, soltanto Etoile Carouge, Delemont e Bruhl (tutte sotto la riga) hanno segnato meno della squadra di Ponte che però - a differenza dello scorso campionato - possiede la miglior difesa del torneo.
Stabilire in anticipo - senza conoscere l'intento del club - l'impatto che avrà la scelta di Magnetti sul futuro del Chiasso sarebbe sciocco.
E' vero che il ragazzo ha segnato in 15 partite le stesse reti messe a segno in 25 gare lo scorso anno, ma è anche vero che la storia scritta dal ritorno in Challenge League, ha sempre dato ragione alla società. Anche quest'anno quando in fase di preparazione ci si lamentava per una rosa che sulla carta avrebbe avuto molte difficoltà a restare nella categoria. Capisco la tristezza per aver ceduto alla concorrenza il giocare chiave. Digerisco, anche se, guardando la classifica, non concepisco. La cessione di Gaston può essere letta come un chiaro segnale di rinuncia a lottare per un secondo posto che il valore medio del torneo 2011/2012 ha visto il FC Chiasso avvicinarlo sensibilmente. Anzi, da un punto di vista nemmeno troppo di parte, il Chiasso il secondo posto lo avrebbe meritato. Perchè ha vinto a San Gallo. Perché ha battuto anche le altre due squadre che gli stanno avanti un punto in classifica. Perché non ha perso con quelle che lo seguono: Lugano e Wil.
Allora, allargando l'orizzonte, è molto più probabile che la società si possa essere spaventata nel trovarsi in corsa per una Super League alla quale (sinceramente) non potrebbe partecipare. E questo (immagino) un giocatore lo sappia benissimo anche se il tifoso ha il sacrosanto diritto di sognare. Perché il calcio è un sogno e non c'è nulla di male nel volerlo raccontare. Nel volerlo accarezzare. Il sogno di Gaston Magnetti di giocare in Super League scegliendo una via più corta (Bellinzona e non Chiasso). Il sogno di un Chiasso che resti il più a lungo possibile in corsa per il barrage. Il sogno di un tifoso che pensa a ragion veduta che sia possibile trovare sul mercato un attaccante in cerca di riscatto ancora più forte di Gaston.
Perché l'aria del Comunale, comunque la si voglia respirare, pare essere tornata magica. Gli esempi potreste trovarli da soli.
DP
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