C'è anche il Basilea nel vento che soffia in Europa

Nell' Europa calcistica soffia un vento nuovo. Qualcuno ha iniziato a studiarne le caratteristiche. Altri lo avevano previsto e possono togliersi la soddisfazione di essere stati i primi ad averlo avvistato. Lo tsunami tedesco che ha cancellato in 24 ore il calcio spagnolo, il calcio italiano scomparso dall'elitè, i club nati in poco tempo senza basi - grazie agli sproporzionati investimenti dei pochi rimasti a voler strafare - fuori dal gioco. Nazioni gloriose in cerca di rilancio saltando una fase fondamentale del programma: la formazione. Non è assolutamente un caso se anche il Basilea si ritrova ad essere protagonista  nel contesto di una metamorfosi per molti illogica degli agenti atmosferici di questo calcio. Non solo soldi, ma soprattutto fantasia e competenza, alla base dei successi di Bayern, Dortmund, Basilea, Fenerbache, Benfica. Non soldi ma pazienza e competenza alle radici della crescita esponenziale del Grasshopper nel piccolo rione del calcio rossocrociato.
Perché i soldi non sono tutto e gli esempi si sprecherebbero. Perché per fortuna, anche nel calcio, è ancora possibile cullare il sogno di un Billy Beane in miniatura per ottenere risultati non pronosticabili. E proprio di un risultato fuori logica andrà a caccia questa sera anche il Basilea di Murat Yakin che nella tana del St.Jakob riceverà i campioni d'Europa in carica del Chelsea. "Sognare non ha prezzo" dice con un sorriso interpretabile il tecnico dei renani. Già, perchè se ti ritrovi in semifinale - da outsider - di una competizione così lunga e prestigiosa, hai di sicuro un sogno ed una carta da giocare. Questo Basilea, a confronto di questo Chelsea ne potrebbe avere più di una. I valori sono sproporzionati soltanto nei rispettivi budget o lo saranno anche sul campo ? Lo capiremo (forse) nel corso di queste due semifinali. Lo potremo intuire per poterci costruire un nostro personale punto di vista. Per poterci costruire un alibi. La speranza è che quanto sta accadendo invogli potenziali investitori, aspiranti allenatori, candidati osservatori, atleti arrivati o ragazzini alle prime esperienze con la palla a credere nel proprio "mestiere". Perchè se il Basilea è in semifinale di Europa League, significa che anche nel calcio tutto è ancora possibile. Oltre la barriera del denaro. Oltre quella delle lobbies legate ai procuratori e ai loschi affari. Oltre quella preoccupante delle partite truccate e del mondo legato alle scommesse. Oltre quella dell'incompetenza. Oltre quella dell'invidia. Il calcio, in questo momento, ha bisogno di recuperare credibilità. Non solo con le parole, ma soprattutto con (belle) storie come quella che ha scritto il Basilea. Una storia in attesa di un altro capitolo. O forse due.

DP

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