CHIARO-SCURO ROSSOBLU



di Ruggero Glaus

Più tirata ancora dello scorso anno e pertanto restiamo in apnea fino a sabato prossimo e siccome il nostro attacco insiste a fare cilecca, preghiamo a mani congiunte che scaturisca uno 0 a 0 fonte di inestimabile sollievo. Non era così che doveva andare, ma sentiamoci graziati dal fatto che abbiamo ancora nelle mani il nostro destino, senza dover dipendere giocoforza da terzi. Il mio amico Jacobacci mi ha confidato che non regaleranno nulla, ma chiedendogli collaborazione, mi è parso di vestire i panni di uno straccione che chiede elemosina. 0,8 gol a partita. Capirete anche voi che non si poteva andare lontano, anzi, la miriade di pareggi inanellati, si sono rivelati di fatto delle sconfitte, al punto che, dobbiamo andare in campagna lassù a Baulmes a brucare un punto per sopravvivere. Siamo delusi, ma in questo momento di massima trepidazione, siamo anche un tutt'uno con una squadra che ha tradito le attese e che ora spingiamo con tutta la nostra forza verso l’ennesimo pareggio, stavolta "vincente".
Wil e Bienne, stanno peggio, ma gli ultimi 90 minuti, possono ancora sconvolgere tutto per cui, il vantaggio parrebbe solo virtuale. 90 minuti da spendere come veri uomini. Lo ha detto lo stesso Schällibaum, colui, che speriamo ardentemente, possa essere riconosciuto alla fine quale salvatore della patria. Se tutto avrà un lieto fine, non mancherebbero comunque gli spunti per profonde riflessioni, poiché un terzo anno sul filo del rasoio, sarebbe eccessivo per una tifoseria encomiabile che il suo campionato lo ha vinto, sostenendo sempre a cuore aperto una compagine in palese difficoltà per almeno tre terzi di campionato. È solo una mia impressione. Mi sento di accordare fiducia ad una nuova proprietà, che entrata in punta di piedi a lavori in corso, sta facendo "gavetta" senza voler apparire in prima pagina e questo mi conforta. Forse, auguriamocelo, sono questi gli ultimi giorni di dubbi e apprensioni. È una speranza più che una certezza, poiché sono fra quelli che ritengono legittimo contemplare il nostro Chiasso nel novero delle migliori 20 squadre del paese. È vero, i tempi cambiano ma cambiano anche le persone e a turno, chi tira le redini di questo club, deve essere consapevole di cavalcare una storia che perdura da oltre un secolo.
Il calcio non è tutto, ma per i chiassesi è qualcosa che deve sempre brillare. Una piccola stella nel firmamento, più volte destinata alle tenebre, eppure ancora in viva luce per quelle che sono le mire di una fedele tifoseria che non pretende la luna, che neppure disdegna la sofferenza, ma che decisamente si merita pure qualche soddisfazione. A Baulmes non ci andrò, non me la sento, però sabato sera guarderò in alto per vedere il bagliore di una piccola stella.
 
* da www.ilmiochiasso.com

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