Chiasso condannato in un secondo tempo da incubo


Dopo il primo tempo, c'era nell'aria un sano ottimismo che unito all'atmosfera perfetta del pre partita lasciava sperare in un risultato positivo. Invece, con il peggior tempo della gestione Schaellibaum, il Chiasso ha rovinato una serata che avrebbe potuto rivelarsi magica. Uscire da Cornaredo con un punto sarebbe stato il traguardo minimo dopo aver visto come sono andate le cose nei primi 45 minuti. Il 4-1 finale è un risultato eccessivamente penalizzante per i rossoblu che hanno meritato di perdere per essere rientrati dagli spogliatoi senza testa. Poco da fare per il Mister che dall'alto della propria esperienza avrà valutato serenamente di ritrovarsi con almeno sei giocatori da sostituire dopo una decina di minuti.
Il Chiasso non sarà andato ad Ibiza come il Wohlen e se non avesse perso con lo Sciaffusa sarebbe spettato al Servette replicare al Lugano indagando sui motivi per i quali la squadra di confine sia rimasta nello spogliatoio dopo un ottimo primo tempo. I segnali di deconcentrazione si sono visti prima che in maniera del tutto illogica il Lugano si portasse sul 2-1. Una catastrofe di errori all'origine del goal di Malvino che ha cambiato volto alla partita: la palla persa dall'assonnato Diarra in mezzo al campo, il rifugio forse inutile in angolo, l'immobilità del pacchetto difensivo sulla palla ferma di Sabbatini ed il comodo goal di testa del difensore centrale numero 21 con un Guatelli chissà fino a che punto incolpevole nella stessa misura del collega in marcatura sull'autore del goal. Proprio la difesa ha commesso errori banali soprattutto nei trenta minuti abbondanti che hanno separato la seconda dalla terza rete bianconera. Guatelli è sembrato incerto, impreciso sia con i piedi che con le mani e troppo nervoso (da multa l'inutile sceneggiata dopo il terzo goal) oltre che tardivo in uscita in almeno un paio di circostanze. Franin è una scommessa persa ed è un peccato che anche solo tecnicamente sia stato preferito ai due ragazzi dirottati a Mendrisio: mette seria preoccupazione pensare che un '92 con all'attivo sei apparizioni in Super League non sia capace di gestire tra i piedi un pallone semplice e senza pressione come accaduto ripetutamente nel corso della ripresa. Rouiller ha giocato la peggior partita in Ticino da quando è approdato a Chiasso: determinazione zero e a fotografare la sua serata sbadata la marcatura distratta in apertura di ripresa sul colpo di tacco di Rossini. Madero e Monighetti - protagonisti del "ciapala ti ca la ciapi mi ca la ciapa ul Tosetti" - non sono che lontanissimi dalla minima insufficienza e non solo per aver regalato nel momento peggiore possibile il goal della tranquillità al Lugano. Si valutino seriamente e non da tifosi le prestazioni di Magnetti, quella di Pacar (un mezzo fantasma dopo l'adrenalina del goal che ha illuso il commovente popolo rossoblu) e quella di Parfait che schierato al volo dopo un fallo di frustrazione del collega Diarra, è entrato in campo con le pantofole in una zona dove di centimetri non se ne sono visti. Resta da salvare il possesso palla espresso a lunghi tratti - anche dopo il 2-1 - sintomo di gran lavoro e di chiara matrice Schaellibaum. Magari un po' troppo orizzontale e mai a cercare un taglio (l'unica volta per poco non ci scappa la zampata vincente)  ma sicuramente di notevole impatto visivo se solo si pensa all'anarchia di qualche mese fa. Peccato davvero perchè oltre alla batosta che in un derby fa sempre male - specie se promosso e pubblicizzato al punto da portare a Cornaredo quasi 7000 spettatori dei quali oltre 6000 paganti - sono arrivate le vittorie di Bienne e Le Mont che rimettono davvero tutto in discussione. E sia benedetta la scelta di separarsi da Degennaro e di affidarsi a Schaellibaum perchè senza quelle mosse, la classifica del Chiasso non avrebbe potuto essere migliore di questa. Si pensi ora a preparare velocemente la partita con lo Sciaffusa di Jacobacci che on the road ha vinto cinque delle ultime sei partite......resettare al volo la fresca serata di Lugano e mettere da subito testa e cuore al servizio di una maglia. (dp)

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