CL: Lugano e Servette nemiche per necessità


Ci siamo. In un contesto assolutamente inatteso, ecco un Lugano - Servette di rara importanza ma di lunga memoria per chi non si è ancora dimenticato quanto hanno fatto male i confronti decisivi con i ginevrini per il calcio ticinese degli ultimi anni. Non solo il playout fatale al Bellinzona, ma anche la scorribanda granata a Cornaredo di qualche stagione fa con un risultato tennistico in un confronto fondamentale per entrambe le squadre. La sconfitta del Lugano a Baulmes e la rete di Kamber nei minuti di recupero di un Servette - Wil destinato a chiudersi in parità hanno permesso alla squadra di Kevin Cooper di portarsi a più due e di giocare la partita dell'anno nella tana del lupo con due risultati utili a disposizione e la consapevolezza che un pareggio non rianimerebbe nemmeno la terza incomoda già che il Wohlen ha ceduto sabato pomeriggio al cospetto del Losanna. Per quanto non abbia impressionato in un recente graziato da episodi quasi "miracolosi" il Servette è imbattuto dal 29 novembre.
In Ticino, in questi mesi si è pensato di sostenere con ogni mezzo possibile il ritorno del Lugano in Super League. Una necessità improrogabile, per il calcio ticinese, quella di ritrovare al più presto una squadra in Super League, così come quella di avere in pianta stabile e con meno sofferenza anche (almeno) una compagine in Challenge. Si è letto da diverse parti che  il big match di Cornaredo potrebbe rappresentare un bivio per tutta la gestione del club bianconero. Le parole di Bentancour non lasciano spazio ad interpretazioni e un'eventuale battuta d'arresto, con conseguente mancata promozione in Super League, potrebbe segnare l'addio dell'investitore sudamericano. E anche l'abbandono definitivo dei sogni di gloria, almeno per qualche anno. Il Servette ha bisogno come l'aria che respira di salire nella massima serie per cominciare al più presto la vendita di abbonamenti per la prossima stagione. Il Presidente Quennec si è detto fiducioso che il buco milionario causato dalla sua gestione potrà essere coperto, ma a non crederci sono anche quelli dello zoccolo duro. Da un punto di vista prettamente calcistico c'è poco da raccontare. le ultime esibizioni del Lugano a Cornaredo sono state caratterizzate da alti e bassi. Un po' come quelle dei ginevrini. Il finale di partita con lo Sciaffusa e la gestione del prezioso vantaggio a Winterthur fanno nascere considerazioni non molto differenti da quelle che accompagnano i dubbi legati al Servette. Nonostante il vantaggio di poter giocare per due risultati, è impensabile ipotizzare che Cooper possa essere così fesso da cadere in questo tombino. Di calcoli, in partite così, non se ne fanno nemmeno quando mancano trenta secondi alla fine. E poi, giusto scriverlo, il campionato non finirà dopo il big match di questa sera. Certo, in caso di vittoria, il Servette avrebbe un piede ed una punta dell'altro in Super League, ma con un po' di curiosità si consulti il calendario che attende i grenats da qui a fine campionato. Con la zona retrocessione così ampia c'è poco da credersi al sicuro anche con le pericolanti. Lo scivolone di lunedì sera ha già insegnato qualcosa in tal senso proprio al Lugano. (dp)

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