Fino alla fine: "Avanti Chiasso !"


Lo scrivevo qualche settimana fa: a Chiasso l'aria è cambiata. Non si travisi il senso della sensazione. E non si pensi nemmeno che in questa redazione vi siano preconcetti nei riguardi di calciatori, squadre, dirigenti. Certo: come in una qualsiasi realtà di questa nostra società ci sono delle preferenze, delle simpatie e a volte anche delle preclusioni, che - almeno nel mio caso - vengono determinate dall'arroganza di un interlocutore o dall'atteggiamento prevenuto nei nostri confronti da parte di alcune società solo perchè nel mio profilo c'è scritto che simpatizzo per Chiasso, Mendrisio e Servette. Si sappia allora che simpatizzo anche per Urs Fischer, per Raimondo Ponte, per il Buochs, per il Langnau, per l'Ambrì, per il Torino, per il Barca, per il Millwall, per il Brighton, per il St.Pauli...e se vado avanti vedrete che la lista sarà lunghissima e i preconcetti veramente limitati allo stretto necessario per avere un minimo di orgoglio da far valere al cospetto di chi non ci sopporta. E allora, incurante di quello che pensano gli altri, continuerò a sostenere che il Chiasso è vivo, che si salverà, che ripartirà da solide basi perchè analizzando tutto quanto è accaduto dalla gestione Degennaro-Ramella in poi non avrebbe potuto portare a risultati diversi da quelli attuali. Ma quelli attuali sono dei buoni segnali.
Segnali da Chiasso per intenderci perchè l'entusiasmo del popolo rossoblu sembra finalmente tornato quello di qualche stagione fa. I giocatori fanno quello che possono e le loro caratteristiche sono note a tutti. Si tratta solo di accettare le critiche (e per far questo non c'è limite al proprio documento d'identità) e di farne tesoro anche quando non condivise. A volte - leggasi ad esempio il giudizio personale nei confronti della prestazione di Magnetti a Cornaredo - non si può essere tutti d'accordo ed a tal proposito abbiamo trovato interessante proporre due pagelle sul match di Lugano curate da due collaboratori in gamba quali Ariele Mombelli e Luigi Badone che il calcio lo sanno giocare e lo sanno guardare. Troverete delle vedute differenti e magari anche le mie sono state diverse dalle loro. Magnetti, per continuare l'esempio è stato un giocatore sempre difeso da questa redazione proprio per la sua caratteristica di mettere sempre tutto al servizio della squadra anche nelle giornate storte e nei lunghi periodo difficili che ha avuto dall'avventura a Bellinzona in poi. Mi è sembrato non aver visto questo impegno a Lugano. Impegno che invece ha notato il collega ed amico Luigi. Ora però Lugano è acqua passata sotto un ponte che non interessa più. C'è un'altra storia da scrivere e si chiama Sciaffusa. Ci sono dei centimetri da guadagnare tutti insieme anche se non si tratta di una partita di football. Ma questi centimetri sono quelli che hanno fatto la differenza venerdì sera negli episodi decisivi di una partita che il Chiasso avrebbe potuto gestire differentemente. Non sarà facile conquistare questa salvezza ma la sensazione è quella che ci siano squadre che stanno peggio. Non è però sulle qualità delle altre che si devono costruire le prossime partite. Quella di domani sera non sarà per nulla semplice. Riflettere sulla propria partita di venerdì sarà il primo passo per presentarsi al Riva IV con la bava alla bocca e con la pelle d'oca nel sentire ancora una volta i ragazzi della curva cantare per 90 minuti "Avanti Chiasso!!!". (dp)

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