Opinioni e interviste: in viaggio con Simone Bordogna


Un altro articolo che racconta del FC Mendrisio ? Pare proprio di si e per giunta è anche lungo: quindi cambiate pure canale se non siete interessati. Dietro questa "necessità" c'è però l'interesse per una piccola vicenda che abbiamo deciso di raccontare proprio perchè l'abbiamo vissuta. CHalcio non aveva intenzione di far uscire un'intervista così ravvicinata alle ultime cronache ma tutta una serie di situazioni ne hanno suscitato l'esigenza. Simone Bordogna è un giovane formatore, innamorato della sua città e del calcio, che ha praticato e che continua a rappresentare un nodo vitale del quotidiano. Un quotidiano presto arricchito da una bella novità personale. Dalla prima squadra alla sezione allievi, dalla Challenge League agli arbitri, l'opinione rispettabile di chi vive a contatto con la realtà di tutti i giorni.
I colori del Mendrisio non stanno vivendo una primavera particolarmente felice. La prima squadra è in grave difficoltà e per la prima volta da settimane non ha più tra le mani la chiave di accesso alle finali. Gli allievi A,B e C sembrano viaggiare a corrente alternata. Arrivati a due passi dalle meritate vacanze si comincia a fare un bilancio della stagione. Complessivamente come valuti il percorso della società in tema di crescita e di avvicinamento ai traguardi prefissi ?

"Purtroppo la prima ha dovuto far fronte a numerose assenze nell'ultimo mese e penso in primis a Vinatzer: un giocatore fondamentale per gli equilibri della squadra. Nonostante questo, anche dopo aver parlato con diversi giocatori, sono sicuro che riusciremo a fare le meritate finali: credo che il calcio sia uno sport onesto e la squadra di Ardemagni ha espresso il miglior calcio della categoria. Per me Ardemagni resta il modello da seguire per noi allenatori del settore giovanile. Per quanto riguarda le categorie sopra menzionate, credo si stia pagando un pò la mancanza di mentalità da parte di alcuni ragazzi e delle loro famiglie. Oltre a tutto ciò, avendo visto anche diverse partite di A e B, oltre ovviamente alle nostre degli allievi C, trovo che siamo sulla strada giusta. Il nostro compito è formare dei giocatori, ma ancor prima degli uomini da dare alla prima squadra; i risultati vengono a mancare perché la maggior parte delle squadre mettono davanti il risultato al gioco e alla formazione del ragazzo".

In Challenge League il Lugano si è ripreso la testa della classifica quando mancano 360 minuti alla fine del torneo. Il Chiasso sembra essersi tolto dai guai e su questa strada festeggerà presto la salvezza matematica. Il calcio ticinese potrebbe guardare con prospettive interessanti alla prossima stagione. Un ritorno dei bianconeri nella massima serie sarebbe di buon augurio per tutto il movimento ma al tempo stesse offrirebbe opportunità di ritorno alla ribalta di personaggi dei quali se ne farebbe volentieri a meno: in campo e fuori. In un contesto del genere – promozione del Lugano e salvezza del Chiasso – come vedi il futuro immediato del FCM ?

"Non ti nascondo che l'altra sera ero davanti al televisore a tifare per i ragazzi di Bordoli (non potendo essere allo Stadio perché avevamo allenamento) e mi ha fatto un grandissimo piacere vedere Guarino titolare e migliore in campo. Vuol dire che se c'è collaborazione i risultati li possiamo ottenere anche con le nostre forze. Il Chiasso ha una rosa di grande valore e ad inizio campionato lo mettevo tra le prime quattro forze: purtroppo le cose non sono andate nel verso giusto, ma la mentalità che sanno trasmettere personaggi come Croci-Torti o Reclari saranno fondamentali per la salvezza dei rossoblù. Spero in un Lugano in Super League e un Chiasso in Challenge. In caso di retrocessione del Locarno vedrei il Mendrisio come terza forza in Ticino, la nostra società sta lavorando nel modo migliore e a Mendrisio siamo una grande famiglia".


La tua squadra è reduce da un campionato di livello C1 che ti ha fatto passare notti insonni. L’impressione è stata quella di un gruppo molto valido che ha evidenti problemi nella gestione della partita da un punto di vista mentale e come più volte sottolineato manca di quella intensità necessaria per giocare un certo livello. Siete reduci dall’anticipo di Carasso nel quale intensità e scorrettezza sono state componenti fondamentali nella vittoria dei vostri avversari. Quali le sensazioni dopo aver passato una notte sugli avvenimenti di Bellinzona – Mendrisio ?

"Si è vero, ho passato molte notti insonni anche perché non mi capacito come, seppur giocando quasi sempre un calcio più bello degli avversari, racimoliamo pochi punti. Tolte Chiasso, Bellinzona e Taverne meritavamo di vincere più partite e di avere più punti in tasca; purtroppo il calcio a quest'età va così. Forse fisicamente siamo più piccoli di squadre che contano solo su ragazzi del 2000. Martedi sera contro la capolista sera abbiamo giocato con cinque 2001 e un 2002 in campo dal 1' minuto e sembravamo noi i primi della classe. Sono contento di vedere la crescita dei miei ragazzi e di tutto il nostro settore giovanile: ogni sabato mattina vado al Centro Sportivo e guardo le partite dei piccolini… quello è il calcio più puro che ci sia".

La FTC ha lavorato benissimo a livello organizzativo. La qualità media dei campionati giovanili è migliorata. Resta molto da fare per alzare anche il livello tecnico degli arbitri. Resta tutto da fare per creare ovunque e non solo in certe località un ambiente che non sia ostile a prescindere nei confronti di arbitri e avversari. Il pubblico resta un problema ancora lungi dall’essere risolto e l’atteggiamento di maleducazione è oramai considerato uno standard. A Carasso si è vissuta una situazione paradossale con il pubblico all’interno della staccionata a minacciare e condizionare l’arbitro e lo stesso direttore che in stato confusionale ti ha chiesto di non uscire dall’area tecnica. Un vero controsenso. Come tutta la gestione di una serata veramente grigia.

Focalizzando la specifica partita di Carasso credo siano emerse tutte le componenti negative che lo sport possa generare a livello giovanile. Insulti, provocazioni, gestione dei ragazzi approssimativa da formatori qualificati, arbitraggio non all’altezza, pubblico in campo a condizionare ed agitare ulteriormente gli animi. Uno spot negativo che però passerà inosservato fino a quando non se ne parlerà attorno ad un tavolo. Credi che sia impossibile oggi giocare un calcio più pulito e riuscire ad eliminare quelle componenti negative che condizionano troppe partite ? Oppure credi che il carattere dei ragazzi possa formarsi grazie a partite scorrette come quella con l’ACB ?

"La partita di ieri sera è stata maschia in campo, l'entrata un po' dura ci può stare, l'errore di un arbitro anche, ma è il contorno che rovina il campo. Mi spiace dirlo, ma quello che fa male è il "genitore-ignorante", che condiziona l'arbitro e innervosisce i protagonisti in campo. Nel calcio è facile sparare contro gli ultras, dire che sono la rovina del calcio; io preferisco 5000 ultras a 10 genitori sugli spalti. L'altra sera, sul 3-2 per il Bellinzona, una decina di genitori è entrata nella nostra panchina per esultare contro me e i miei ragazzi, assurdo! Ci hanno dato dei "falliti" senza un perché. Se però guardiamo la storia recente, il Mendrisio ha sempre fatto le cose per bene, mentre la società dei tre castelli ha avuto qualche "problema".


Quanto è difficile oggi gestire un ragazzo di 13/14 anni e seguirlo nel suo percorso di formazione calcistica quando contemporaneamente ci si ritrova a dover fare i conti con situazioni familiari di abbandono, di assenza e anche in molti casi di un’eccessiva necessità di approfittare della partita per sfogare ogni tipo di insicurezza e di frustrazione. Molte volte capita da un punto di osservazione privilegiato di formatore e genitore di vedere ragazzi palesemente alterati ed aggressivi dal primo minuto di gioco. Il dubbio che i ragazzi facciano uso di particolari sostanze chimiche prima della partita sfiora o tocca i formatori o sono solo impressioni senza fondamento ?

" La cosa più difficile è di doversi confrontare con ragazzi di 14/15 anni, che stanno crescendo. Con loro cerco di instaurare un rapporto diretto, poi però c'è il rischio di doversi trovare ad affrontare un argomento non solo con il ragazzo, ma anche con i due genitori. La cosa più difficile rispetto al calcio degli attivi credo sia proprio questo aspetto: negli attivi hai il rapporto con il giocatore e basta, nei settori giovanili ti trovi davanti a 20 giocatori e 40 genitori da dover gestire. Per quanto riguarda le sostanze proibite non so dirti, per me se vuoi fare sport devi avere una vita sana e io cerco di trasmettere questo aspetto ai ragazzi. Poi per carità, una volta ogni tanto può capitare di sgarrare e concederti un hamburger o una birra in compagnia".

La tua squadra ha mostrato di recente due facce ben distinte. Nelle ultime tre partite avete portato a casa un punto su nove disponibili dopo situazioni identiche di doppio vantaggio. Evidente l’incapacità di gestire le gare per tutti gli 80/85 minuti : spesso partite contratti e subite l’avversario quasi senza opposizione, altre volte siete convincenti e determinati ma calate di intensità nel corso degli ultimi venti minuti. L’impressione è che non si tratti di altro se non di mentalità scorretta e di mancanza di concentrazione nell’approccio al tipo di impegno e per tutta la sua durata. Condividi ?

"Si condivido: credo che la costanza sia un aspetto determinante a questa età. I miei ragazzi hanno tanta qualità, ora devono riuscire a mantenere la stessa intensità per 90 minuti e questo è l'aspetto che nel calcio di oggi ti fa vincere le partite".

Dalla Champions agli Allievi F l’imputato di ogni situazione ed in qualsiasi circostanza è l’arbitro. Spesso si parte prevenuti. Spesso è di moda andare alle partite per prendersela con qualcuno. I ragazzi reagiscono alle provocazioni del pubblico facendosi coinvolgere e diventando loro stessi i primi a comportarsi scorrettamente nei confronti dei direttori di gioco. Un eterno problema e forse senza soluzione. Oppure una ricetta ci potrebbe essere ?

"Credo che quello dell'arbitro sia destinato ad essere un eterno problema. Chi subisce la decisione del direttore di gara cerca sempre di fomentare la polemica, mentre chi ne usufruisce il vantaggio tace… la volta dopo capita il contrario e alla fine, chi ci rimette è sempre l'arbitro". (dp)

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