«Ecco come mai il Sion ha vinto ancora la Coppa»


di Flavio Maddalena

Tredici finali, e tredici successi. Numeri da capogiro, anche per i meno scaramantici. Il Sion, domenica, si è confermata una macchina da vittorie infallibile: quando il contesto si chiama finale di Coppa Svizzera, neppure il Basilea – assoluto dominatore del campionato, anzi, degli ultimi sei campionati – può metterci il becco. «Non è che i renani non ci tenessero a vincere questa competizione – osserva Michael Perrier, ticinese del Sion, con la voce ancora in... cantina dopo i festeggiamenti dell’altro ieri – Però probabilmente non si aspettavano di trovarsi di fronte una squadra così forte. Li abbiamo massacrati dal primo all’ultimo minuto, vincendo tutti i duelli. È stata la nostra partita perfetta». C’è chi parla di mito, chi di magia, fatto sta che la squadra vallesana possiede un feeling tutto particolare con questo trofeo nazionale.
Un’altra cosa certa poi, e Perrier – a Sion da due anni – se n’è reso conto di persona, è che nella capitale del Vallese la Coppa è sentita in modo davvero fuori dall’ordinario. «Ci siamo preparati come meglio non avremmo potuto – conferma il 26enne – Il nostro ritiro è iniziato tre giorni prima della finale. Ci siamo isolati in un albergo nel canton Argovia. Non tanto per perfezionare chissà quali aspetti tecnici o tattici, quanto piuttosto per rafforzare lo spirito di squadra e la motivazione in vista della finale. Il presidente Christian Constantin ha pure organizzato un incontro con Jean-Yves Michellod, un ex atleta di freeride (vincitore dell’Xtreme di Verbier nel 2004) rimasto paralizzato in seguito ad un infortunio sulla neve. Le sue parole ci hanno toccato molto. E abbiamo capito quanto eravamo fortunati a poter disputare una finale di Coppa Svizzera». LEGGI IL RESTO

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