2LI: Gabriele Bianchi, a volte ritornano



di Omar Sartori

A volte ritornano. E’ il caso di Gabriele Bianchi, attaccante classe 1991, che torna a vestire la maglia del Castello per la terza volta. Durante l’ultima stagione, dopo aver giocato il girone di andata in Ticino, proprio con la maglia del Castello, Bianchi si è trasferito in Canton Vaud, nel FC Genolier-Begnins. Dopo una promozione sfiorata con il Genolier, il forte attaccante si appresta a scrivere la terza pagina della sua storia a Castello. Partito dal Ticino, dopo essersi immerso in un’altra realtà calcistica al di fuori del nostro Cantone, Bianchi racconta la sua esperienza personale con un’occhio già rivolto alla prossima stagione.

Dopo soli pochi mesi dall'ultima apparizione con la maglia del Castello, sei già di ritorno dopo un’esperienza nel Canton Vaud, dove hai giocato con il FC Genolier-Begnins, con la quale avete sfiorato una promozione in seconda lega interregionale. Quali differenze hai riscontrato nel livello di gioco e di mentalità, come approccio alle partite e al modo di giocare, rispetto al Ticino?

Dunque con il FC Genolier-Begnins purtroppo abbiamo solo sfiorato la promozione. Sfortunatamente abbiamo perso le finali. Nel Canton Vaud ci sono 2 gironi di 2° lega, dunque per salire bisogna anche vincere le finali (1° classificato del gruppo 1 contro il 2° classificato del gruppo 2). Per quanto riguarda il livello del campionato, a mio parere è piuttosto buono, simile al nostro campionato di 2a lega. Ci sono 4-5 squadre che si giocano il campionato, mentre le altre giocano piuttosto alla pari rendendo il campionato equilibrato fuori dalle prime posizioni. A livello tecnico si possono trovare giocatori abbastanza tecnici, più simili alla qualità che troviamo in Ticino piuttosto che alla svizzera tedesca. Ho sempre trovato molto entusiasmo e serenità. Nella nostra squadra, giocavano solo ragazzi della zona (massimo 20 km di distanza), spesso formati nel club stesso, dunque una grande famiglia. Davvero una bella parentesi.

Sicuramente avrai avuto modo di imparare e di migliorare molto giocando al di fuori del Ticino anche se pur sempre in Svizzera. Questa esperienza cosa ti ha insegnato e cosa ti porti nel bagaglio personale adesso che sei tornato in forza al Castello?

Credo di essere diventato un giocatore più completo. Con il FC Genolier-Begnins ho avuto modo di giocare in diversi ruoli; centrocampista centrale, esterno di attacco, trequartista, attaccante centrale, ecc. Questo mi ha permesso certamente di guadagnare un po’ più di esperienza anche a livello tattico. Sicuramente vedere e conoscere un'altra realtà può fare bene e farti migliorare oltre che come calciatore anche come persona.

Come mai la decisione di tornare al Castello, squadra con la quale hai già giocato a più riprese nel periodo luglio-novembre 2013 e luglio-novembre 2014?

A Castello mi trovo bene. In squadra come nel club stesso ho trovato molte persone simpatiche, disponibili, tanti amici, una società che crede nei tuoi mezzi e due allenatori interessanti. Non da ultimo, ho anche la possibilità di giocare con mio fratello (Martino Bianchi), con il quale condivido già tanto. Penso sia la scelta giusta anche dal punto di vista lavorativo, poiché adesso devo gestire l’azienda di famiglia e il Castello mi permette più flessibilità con il mio nuovo lavoro di enologo.

La preparazione in vista della prossima stagione è già cominciata. Come hai trovato la squadra al tuo rientro, dopo una salvezza più che meritata e dopo alcune partenze importanti?

Trovo una squadra con ancora tanta voglia, con tante motivazioni e tanta voglia di divertirsi. Ci sono state alcune partenze importanti sicuramente, ma anche 2-3 arrivi interessanti. E’ stato fondamentale, soprattutto, riuscire a mantenere lo zoccolo duro della squadra. L’arrivo di Dario Rota, che sicuramente è un personaggio carismatico e competente ha fatto bene al gruppo, porta certamente nuovi stimoli.  E poi, non dimentichiamo, resta sempre l’esperienza di Damiano Meroni che comunque conosce già molto bene l’ambiente e l’aria che si respira al interno dello spogliatoio. Trovo che può essere un cocktail interessante. I giovani crescono bene e sicuramente ci sarà da divertirsi quest’anno con tutte queste ticinesi in 2° interregionale…o almeno spero per noi.

Quali sono i tuoi obbiettivi personali per questa stagione e quale contributo darai alla squadra?

Per quanto riguarda il campionato mi piacerebbe vincere tutti i derby soprattutto quello con Bellinzona e FC Lugano U-21.  Visto il mio ruolo di attaccante spero di riuscire ad aiutare la squadra con qualche goal, sarebbe bello arrivare in doppia cifra, ma non ne faccio un ossessione, l’obbiettivo resta la squadra, idealmente vincere e divertirsi.

E per la squadra quali sono gli obbiettivi fissati per questa stagione?

Dunque gli obbiettivi sono, visto anche la meritata salvezza ottenuta durante la scorsa stagione, prima di tutto cercare di mantenere la categoria e provare ad essere la 5° forza del calcio ticinese.

Infine, due parole sul sorteggio di Coppa Svizzera. Il 15 agosto sarà Castello-Lugano. La sorte vi ha messo contro il Lugano, neo promosso in Super League. Quali sono state le sensazioni all’interno dello spogliatoio e che tipo di partita sarà?

Ma sicuramente c’è entusiasmo e tanta voglia di giocare questa partita, certamente ancora uno stimolo in più per tutta la rosa. Prima però c’è il campionato dunque prendiamo le cose una alla volta, ci sarà tempo per pensare al Lugano. Non so che partita sarà però ogni partita va giocata e dunque credo che sognare sia lecito. Come si dice in questi casi: “non succede ma se succede…”.

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