CS: Oh che bel Castello...




di Riccardo Vassalli

“Oh che bel castello marcondiro ndiro ndello” questa la colonna sonora che accompagna i successi dell' As Castello. Sulle stesse note, lo speaker del Comunale ha sancito la fine di un pomeriggio all'insegna del divertimento, che ha accomunato giocatori e tifosi. Ma la filastrocca "Oh che bel castello...", nonostante l'eliminazione dalla coppa, mai come ieri è sembrata appropriata, per quanto si è visto in occasione della sfida con il più quotato Lugano. La coppia Rota-Meroni pare cominciare a dare i suoi frutti, un mix di tenacia e organizzazione messo ben in evidenza in questo importante match. Spinto dall'entusiasmo dei tifosi sugli spalti, il Castello non solo è riuscito a impensierire più volte la retroguardia bianconera, ma si è dimostrata anche abile e capace di contenere le avanzate di Bottani e compagni.
Sugli scudi un ottimo Marcionelli, sempre attento e vigile durante l'arco dei 90', il portiere ha salvato il risultato in diverse circostanze riuscendo a tenere viva la squadra anche nei momenti più difficoltosi. Ottima prova anche della difesa, solida ed molto determinata nel non concedere terreno agli avversari. Il centrocampo composto da Reclari, Zanini e Manicone si è espresso bene, reggendo l'onda d'urto del reparto offensivo degli uomini di Zeman. L'ex Chiasso ha fornito un'ottima prestazione in cabina di regia, ma anche Zanini, che aveva compiti più difensivi rispetto ai compagni di reparto, si merita una citazione. Manicone è invece risultato uno dei migliori in campo, disputando un primo tempo ad alti ritmi e con ottime iniziative, grazie ad un livello tecnico e mentale di tutto rispetto a dispetto di un fisico che non sembrerebbe ispirare tanta vivacità di pensiero e movimento.
Il reparto avanzato, di cui hanno fatto parte Bianchi G., Kleimann, Rocca e Arnaboldi, è quello che ha strappato più applausi, con Rocca e Arnaboldi in grande spolvero, capaci di mettere in difficoltà la difesa di Zeman. In generale ha colpito il coraggio dei biancorossi, sempre predisposti ad alimentare la manovra di attacco senza troppi timori reverenziali di fronte ad un temuto Lugano. Per Kleimann e compagni una sconfitta dal sapore dolce poiché ha permesso di acquisire consapevolezza della propria forza da sfruttare come buon viatico per un campionato di 2LI da protagonisti. 

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