La speranza che lo YB cambi orizzonti


Pensavo di scrivere due righe sull'interesse dello YB nei confronti del tecnico del Chiasso Marco Schällibaum (Foto Monticelli). Un interesse che come già detto o scritto da altri - non ultimo per importanza l'approfondimento di Ruggero Glaus per "Il Mio Chiasso" - è parso talmente logico dall'essere scontato. La piazza di Chiasso, per quanto avara di risultati nell'ultimo biennio, non sembra aver perso la propria caratteristica dell'essere trampolino di lancio per allenatori bistrattati o giocatori ai quali più o meno tutti avevano chiuso la porta in faccia. Dalla stagione 2006/2007 ad oggi - scelta non a caso come punto zero per un'analisi su questo tema - sono stati davvero tanti coloro che sono passati dal Comunale quasi per sbaglio o per "raccomandazione" cambiando (in meglio) la propria carriera.
Era la stagione di Lombardo in panchina, quando ancora si pensava possibile coltivare il sogno della promozione e quando la Coppa Svizzera non era soltanto una tappa di passaggio per i grandi clubs. Oggi non vedo un solo motivo - e di questo veramente sono dispiaciuto - per cui il tecnico zurighese dovrebbe rifiutare una proposta dal club della capitale. Certo che andrebbe blindato, ma non avendo mai fatto mistero di voler dimostrare a Chiasso - in condizioni precarie di classifica e di risorse tecniche a disposizione - le proprie qualità, Schällibaum ci ha messo davvero poco per ricordare a tutti di essere allenatore di esperienza e di grande competenza di quelli che il calcio svizzero lo conoscono veramente e non solo per sentito dire. Lo YB non ha del resto molte scelte salvo quella folle di andare a bussare alla porta di qualche tecnico straniero. Fa specie come i gialloneri abbiano voluto fidarsi di Forte dopo le incertezze delle ultime stagioni e questo senza nulla togliere al tecnico che la chance di allenare sulla panchina dello Stade de Suisse se l'è proprio meritata. Spiace perchè questo torneo cadetto 2015-2016 non sembra per ora ammazzato dalla prevedibile superiorità dell'Aarau e anche se si sono giocati soltanto 270 minuti è giusto illudersi che a Chiasso si possa coltivare un sogno. Che magari durerà lo spazio dell'estate ma che in questa situazione e con i recenti ritocchi alla rosa grazie agli innesti di Guarino e Dossena sembra coltivabile e tanto più bello in quanto inatteso. La squadra gioca molto bene, lo spogliatoio sembra sano ed incontaminato ed al "Riva IV" arriva la squadra più in crisi della SFL. Sarebbe una fortuna che lo YB cancellasse dai propri desideri il nome di Marco Schällibaum. O no ? (dp)

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