CHIARO-SCURO ROSSOBLU

 
di Ruggero Glaus (da www.ilmiochiasso.com)
 
Come cita un vecchio adagio: "non tutte le ciambelle riescono con il buco". Marco Schällibaum stavolta ha cannato.
Glielo si può concedere, lui che in incontrovertibilmente era e rimane l’artefice principale della rinascita del Chiasso. Anche lui comunque non è un marziano per cui, come tutti i comuni mortali, a volte sbaglia. Peccato che sia successo sul più bello, poiché, un'eventuale e non impossibile vittoria a Winterthur, avrebbe conferito al prossimo impegno interno contro il Losanna, il titolo di "partita madre" di Challenge League. Un pregevole quanto improduttivo primo tempo alla Schützenwiese, non può bastare a mo' di consolazione.  La ripresa ha messo a nudo i limiti di una squadra, certamente dignitosa ma che non può permettersi di snobbare gli avversari. 4 titolari confinati in panchina, sono un lusso che il Chiasso non può sostenere.
Forse, se ne è reso conto anche il nostro Mister, che magari, si è illuso di poter speculare, inventandosi un "turn-over" decisamente troppo azzardato. Si presume l’abbia attuato in funzione di un risparmio di energie. La partita di Coppa con lo Young Boys, il turno infrasettimanale contro i leoni zurighesi e sabato appunto lo scontro al vertice con il Losanna.
Forse, il tecnico ha creduto di potersi fidare ciecamente di rincalzi in apparenza affidabilissimi, ma così a quanto pare non è.
In sostanza, quella di Winterthur può essere catalogata quale sconfitta illuminante, per il prosieguo di una stagione, che grazie ad un avvio fulminante, può anche sopportare qualche esperimento. Al tifoso però fa rabbia per aver perso così in malo modo. Un sol punto racimolato nelle ultime tre uscite. Un misero raccolto per una compagine che si vuole competitiva e in piena forma. Ci sono però anche gli avversari e quindi, è bene riflettere sul ruolo che si vuol attribuire a questo Chiasso.
Andando all'eccesso c’è persino chi sogna la promozione. C’è chi invece crede fermamente in un campionato tranquillo, ma c'è pure chi rimane ancorato a terra e punta esclusivamente su di una salvezza alla portata. La classifica non aiuta, nel senso che, i rossoblu oggi sono a ridosso della vetta, ma dietro, si stanno muovendo un po' tutte e 7 lunghezze di margine, non sono per nulla sinonimo di garanzia.
Morale della favola: con la squadra al completo e con la concentrazione totale sull'arco dei 90 minuti, questo Chiasso può dire la sua anche contro le più ambiziose. Dovessero invece mancare tali premesse, questo Chiasso può soccombere contro chiunque.
In definitiva, "turn-over" ed esperimenti sono da ridurre ai minimi termini. La rosa rimane di qualità, tuttavia, certi equilibri è bene non spezzarli con presunzione, come forse ha voluto fare Schällibaum, stimolato pensiamo da tanti complimenti per lui e per la squadra.
Stavolta il tecnico deve accettare la critica. Il suo errore di valutazione non è stato pagante, anzi, si è rivelato una ciambella senza il buco. Nulla di tragico, soltanto una nota dolente.

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