Modelli Islanda e Austria diversi ma di successo


di Pierluigi Tami

Le partite di qualifica all'Europeo 2016 hanno regalato parecchie sorprese. Con grandi squadre in difficoltà ad ottenere risultati e protagoniste inattese a staccare già il biglietto per la fase finale in Francia. Da un lato squadre come Olanda, Svezia, Russia e anche Italia - che nonostante i sei punti incassati non ha certo convinto - a faticare moltissimo. Dall'altro, realtà nuove come Islanda e Austria che già festeggiano la qualifica. Una sorpresa, forse, che però non nasce dal caso. Nel 2011, l'Islanda era inserita nel girone della Under 21 elvetica alla fase finale degli Europei di categoria.
Era la prima apparizione islandese a questo livello. Oggi molti di quei giocatori sono la colonna portante di una prima squadra capace di imporsi in un girone non semplice, soprattutto per la presenza di Repubblica Ceca, Olanda e Turchia. Il "modello islandese" è molto diverso da tutti gli altri. Non disponendo di un campionato di livello, di club formatori e di allenatori professionisti, la federazione stessa si occupa del lavoro di scouting. Individuati i migliori talenti, i giovani vengono immediatamente mandati all'estero, nelle accademie di club norvegesi ed inglesi, soprattutto. LEGGI IL RESTO

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