CHIARO-SCURO ROSSOBLU


di Ruggero Glaus ***

"Vogliamo essere protagonisti". E chi mai lo può negare! Il Chiasso di fatto è protagonista, sin dall'avvio del campionato. Inatteso capolista per lunga pezza, per poi calarsi in un buco nero dal quale non emette alcun lamento, dato che, si è deciso di botto, di mettere in atto un silenzio stampa, che non convince nessuno e mal recepito da chi, del Chiasso, bene o male, intenderebbe occuparsene. "Vogliamo essere protagonisti". E Marco Schällibaum non lo è? Il tanto ammirato tecnico rossoblu, corteggiato persino da mezza Super League, rompe il silenzio stampa e si scaglia contro i giudici di campo. Infrangendo le regole del silenzio stampa, si è sciolto la lingua e adesso andrà in tribuna fino a novembre. Che un allenatore protesti civilmente per dei presunti torti ci sta, ma in questi casi specifici, dipende tutto dai contenuti della protesta e 3 turni di squalifica, la dicono lunga.
Non accusiamo ne difendiamo l’allenatore rossoblu, bensì, ci limitiamo a sottolineare, come questo severo provvedimento, nuoccia ad una squadra, ora orfana della sua guida maestra, in un momento decisamente delicato, dove, ribadiamolo, nonostante il silenzio stampa si precisa che si vuol essere protagonisti. 
Una frase ad effetto quella di Galante, che in fondo potrebbe anche far piacere alla tifoseria. L’ambizione di volersi illustrare è fonte di emozioni forti che mancano da tempo al Riva IV. Emozioni beninteso di stampo positivo, poiché paure e apprensioni, ne sono state distribuite a iosa, nelle due precedenti stagioni. 
Peccato che per essere protagonista, il Chiasso abbia scelto una via del tutto inedita e che lascia perplessi. Uno strepitoso approccio alla nuova stagione, che addirittura stava facendo sognare. Poi però, una brusca inversione di marcia, commisurata ad errori e limiti apparentemente mascherati. Tutto sommato, anche se in termini meno marcati, certe pecche erano da prevedersi. Fanno parte della tempistica e del decorso di una stagione. 
Il Chiasso era e rimane una buona squadra. Schällibaum era e rimane un tecnico apprezzato, con tutti i suoi pregi e tutti i suoi difetti. La classifica è veramente ambigua e lascia aperta qualsiasi soluzione. Dal volo pindarico al tonfo del limbo. E dopo tutte queste peripezie, pensate un pò, il Chiasso è ancora secondo, eppure, si è scelto il silenzio per non disturbare. 
Onestamente però, quale disturbo? Galante era abituato in un altro mondo del calcio che qui non può coesistere e che pertanto non può essere contemplato e accettato. Come se non bastasse, si sente persino parlare di un eventuale ritiro. A me viene in mente la “Rovagina”. Più in là io non ci vado. 
Quello che mi auguro come tutti voi, è che il Chiasso ritrovi la gioia di allenarsi e di scendere in campo, con quella serenità che ci stava illudendo. Lo si può fare in loco e anche concedendosi agli organi di stampa, scritta e parlata, giusto per stemperare una tensione che non ha ragione di esistere. 
“Vogliamo essere protagonisti”. Lo desideriamo ardentemente anche noi e anzi, lo gridiamo a squarciagola, a sbafo del silenzio stampa e senza intravedere la necessità di dover emigrare. L’unico che provvisoriamente dovrà cambiar posto è lui, il vulcanico ma sempre stimato “Schälli”.

*** da www.ilmiochiasso.com

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