CHIARO-SCURO ROSSOBLU



Di Ruggero Glaus***

Il pallone si prende a calci e allora, un bel calcione alla riconoscenza.
Non vi è giustificazione che tenga, comunque. Lasciare cosi, di punto in bianco una squadra oltretutto in ambasce che non vince da lunga pezza, parmi non corretto, nel bel mezzo di un campionato di difficilissima lettura perdurando un equilibrio quasi sfrenato. 
Eppure, lassù nell’idilliaca Scudellate, avrebbe avuto a disposizione tutto il tempo per riflettere. Invece no, alla prima vera lusinga, lui ha ceduto. Fosse emigrato in un club d’alto bordo si poteva sopportare, ma l’Aarau non lo è e quindi è giusto interrogarsi.
Sicuramente c’è lo zampino di un eccellente ex e sicuramente c’è in vigore un regolamento che più scriteriato non si può. Giunto dal Canada, rivelandosi a breve il salvatore della patria, oggi assume la fisionomia di un fuggiasco che pare abbia messo fine a un incubo. 
La vera verità, la sanno solo i protagonisti e noi dall’esterno possiamo solo ipotizzare. Quell’improvviso quanto inopportuno silenzio stampa, non ha convinto nessuno, per cui è lecito pensare che qualcosa sia andato storto. Si ma, da li ad una partenza a razzo, ne passa. Si sa, gli allenatori nel calcio vanno e vengono. Sono dei girovaghi, vaccinati pero’ agli spostamenti. Pareva esserlo anche Marco Schällibaum che invece di colpo, soffre la lontananza dalla famiglia. Nessun appunto sul piano personale ci mancherebbe, tuttavia non credo che “Schälli” sia diventato tecnico con un fucile puntato alla schiena. È stata una sua scelta ben precisa con tutti gli annessi e connessi. Morale della favola: l’allenatore ci aveva incantato. L’uomo, ci ha profondamente deluso.
Chiasso, calcisticamente parlando, è diventata una piazza di rilancio e quindi perso un protagonista, si cercherà di trovarne un altro.
Ora però, pare sorgano problemi per una soluzione elvetica, la più raccomandabile per cui, a quanto pare si guarda più a Sud. Nessuna condanna a priori, ma chissà perché, a me vengono i brividi lungo la schiena, forse perché, se ne sono già vissute di esperienze delgenere in passato. Sono solo impressioni, pertanto lasciamo tempo al tempo prima di sentenziare.
Siccome il pallone si prende a calci, perché non assestare un bel calcione a presentimenti poco rassicuranti?
Così, com’è fuggito Schällibaum, cerchiamo di sfuggire anche noi alle apprensioni e armiamoci di coraggio per una soluzione che possa porre rimedio ad una vicenda che purtroppo ci ha disgustati.

*** Da ilmiochiasso.com

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