L'infortunio muscolare non è soltanto un caso


di Pierluigi Tami ***

Il primo turno autunnale della Champion's League ha lasciato "sul campo" diversi giocatori colpiti da infortuni muscolari. Un aspetto che preoccupa sempre gli allenatori, perennemente alle prese con problemi di panchina, soprattutto quando la coperta è corta. L'infortunio muscolare può essere ricondotto a diversi aspetti, che vanno a formare un tutt'uno su cui è utile fare qualche riflessione. Partendo dai carichi di lavoro. Che diventano eccessivi quando le condizioni in cui vengono svolti, anche in allenamento, cambiano. In questi giorni, ad esempio, a Zurigo le temperature sono parecchio calate, con la conseguenza che i campi si stanno appesantendo. I carichi di luglio, oggi hanno un impatto diverso sui giocatori.
Ed è un fattore di cui tener conto. D'altra parte non aiutano neanche le cosiddette "settimane inglesi" in cui i carichi non sono solo determinati dagli allenamenti, ma anche - anzi, soprattutto - dalle partite ravvicinate. Proprio l'aspetto che tocca le squadre impegnate in Champion's, che, nonostante staff completi, altamente professionali e panchine lunghe, vedono gli infortuni muscolari tornare all'ordine del giorno.
Ai carichi di lavoro non si può certo rinunciare, ma al tempo stesso va tenuto in considerazione il fatto che ogni giocatore percepisce lo sforzo e la fatica in modo diverso. Alcuni sono "macchine indistruttibili", che non s'infortunano quasi mai. Altri, invece, sono molto più delicati. Una componente fortuita nell'infortunio rimane comunque. Ma c'è anche molto altro. LEGGI IL RESTO

*** da www.caffe.ch

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