Una chiacchierata con Giuseppe Di Vincenzi


Buttando un occhio anche al movimento giovanile di categorie inferiori, c'è un Mendrisio che viaggia alla velocità della luce, ulteriore segnale del ottimo lavoro svolto dai tecnici momò. Si tratta dei D9, primi in classifica e con numeri da capogiro. Tutti nati nel 2004, quindi al primo anno nella nuova categoria, i giovani bianco-rosso-neri hanno realizzato 52 reti, subendone solo 10. Frutto dei tre allenamenti a settimana e di una buona preparazione, iniziata il 17 agosto.
Da due anni alla guida di questo gruppo, c'è Giuseppe Di Vincenzi, che da noi contattato, si gode il primato in classifica e ci spiega le sue sensazioni nel allenare un gruppo di giocatori giovanissimi.

La tua squadra pare essere nettamente superiore delle altre, quali sono gli obbiettivi per questa stagione?

"Gli obbiettivi stagionali, di per se sono la costante crescita, e il miglioramento del ragazzo. Al di la del risultato della partita. Ogni settimana che passa cerco sempre di alzare il livello tecnico degli allenamenti stando attento a non esagerare, e soprattutto che tutti e 15 i ragazzi riescano negli esercizi che propongo. Devo con piacere constatare che hanno fatto un netto miglioramento di gioco in confronto allo scorso anno."

Quali sono le maggiori difficoltà nel gestire un gruppo di ragazzi giovanissimi?

" Le difficoltà ci sono, anche se spesso non viene riconosciuto; soprattutto nel carattere. Magari cominciano a ribattere le tue scelte o a contraddirti, sta a me capire la situazione e gestirla al meglio. 
Ad esempio, il lunedi trovo i ragazzi maggiormente "agitati", forse perchè è inizio settimana o perchè la partita è ancora lontana, ma faccio più fatica nel gestirli. Per questo devo proporre allenamenti più divertenti, lasciando loro la libertà di esprimersi".

In tante realtà, sopratutto nell'età dei tuoi ragazzi, è difficile tenere lontani i genitori dal campo. Che rapporto pensi di avere con i genitori? E quanto è importante che il ragazzo cresca in un ambiente sano?
" Inizialmente, qualche genitore "invadente" era presente, ma dopo averci parlato, sanno le mie idee e rispettano il mio operato. Sul campo mi sento un formatore a tutti gli effetti , non solo calcisticamente. L educazione , il rispetto e l aiutarsi uno con l' altro sono le mie regole fondamentali ,e i genitori questo lo apprezzano. Il stringermi la mano prima e dopo l allenamento , per esempio è una di queste".

A livello personale, quali sono i tuoi sogni o ambizioni come allenatore?

"Mi piace pensare al presente, e fare passo per passo. La gavetta è importante , ma non nego che allenare una squadra di adulti prima o poi è il passo che mi piacerebbe fare. Ho gia fatto un esperienza per un anno in Seconda Lega al Rancate, con il mio amico Amedeo e mi sono trovato benissimo. Ecco se dovessi sognare mi piacerebbe allenare in seconda divisione". (rv)

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