Cosa manca a questo Chiasso?


Da www.ilmiochiasso.com

"Non siamo abituati a vincere" si diceva ad inizio stagione, con le vittorie che fioccavano domenica dopo domenica. Un affermazione figlia degli ultimi anni tribolati passati con l'acqua alla gola fino all'ultimo momento, dove ad un certo punto non bastano più i punti che fai tu, ma sei costretto con il teletext live e la vecchia radiolina all'orecchio, nella speranza di buone nuove dagli altri campi.
Quest'anno l'illusione di essere finalmente ad una svolta. I presupposti c'erano tutti. E invece? Ecco servito il solito Chiasso, che in classifica non arranca ancora, solamente grazie alla mediocrità di un torneo che non vanta nessuna protagonista in positivo o in negativo. 
A dieci punti dal Paradiso e a soli sei dall'Inferno: il campionato di Regazzoni e compagni non è ancora compromesso ma serve una svolta, decisa e tangibile. Nei risultati, che mancano da troppo tempo ma soprattutto nella prestazione dei singoli e della squadra.
La reazione non sembra esserci, o almeno non da tutti. La gente lo ha capito, qualcuno lo ha detto ripetuto agli interessati senza troppi giri di parole. 
A questa squadra manca probabilmente un leader vero, qualcuno che non abbia paura dentro uno spogliatoio di gente spaventata che al posto di tirare fuori le cosiddette palle, pensa al proprio orticello, senza sacrificarsi per squadra e compagni. 
Camolese non può è sicuramente il responsabile di questo mezzo disastro ereditato da altri, ma sul piano caratteriale il cambio di marcia non si è ancora visto. Ancora due possibilità da sfruttare prima della sosta, poi si tireranno le somme.

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