Ganz a 360 gradi su gianlucadimarzio.com, cita...chalcio.com

di Matteo Moretto

"El segna semper…”. No no, aspettate. Ora “Lu” s’infila le scarpette e scende in campo solo per allenare, semper con sorriso sulle labbra e fischietto in bocca: “Lo faccio da nove anni. Sono partito dalle giovanili del Milan, ho avuto modo anche di seguire mio figlio da vicino. Poi la Beretti del Varese, infine qui, all’Ascona”. Dove dove? “Sì, sono due anni che alleno la Prima squadra qui in Svizzera, sul Lago Maggiore, a qualche chilometro da Locarno. E’ una delle cittadine più importanti del Ticino. Siamo in seconda interregionale, una specie di Serie D italiana”. Ma, c’è un ma. “Collaboro con la Fiorentina. Il club viola ha stipulato un contratto-partnership di 10 anni con l'Ascona in cui è previsto che due/tre allenatori italiani vengano inseriti qui per sviluppare il settore giovanile, fornire metodologie nuove. Cerchiamo di crescere insieme”.

Maurizio Ganz non segnerà più (anche se nelle partitelle a fine allenamento la butta dentro uguale) però… “El sorprende sì, semper!”. Perché, ecco spiegato in esclusiva su gianlucadimarzio.com. “Siamo stati votati - 41 voti su 217, sondaggio tra appassionati e tifosi su Chalcio.com - come la squadra ticinese più sorprendente dalla Super League alla Seconda Lega Interregionale. Davanti a Lugano, Chiasso, Bellinzona… una grande soddisfazione credimi, soprattutto per una realtà sportivamente così piccola, soddisfazione per i miei ragazzi”. E dire che l’Ascona è passata dalle stalle “l’anno scorso sono subentrato oltre metà campionato, è stata dura ma ci siamo riusciti a salvare proprio sul rush finale. Un miracolo” alle stelle “quest’anno 7 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte: siamo secondi a meno 7 dal Bellinzona, uno squadrone fallito poco tempo fa e ripartito dal basso, che ora punta a tornare tra le big in fretta. Loro possiedono 5/6 volte il nostro budget economico, sono fuori categoria: in attacco schierano un calciatore che l’anno scorso giocava nel Chiasso, in B. Eppure noi siamo riusciti persino a vincere - l’unica sconfitta - in casa loro, due a zero". 

Orgoglio, un gruppo di uomini con una passione per il calcio che brucia dentro, più vera e sentita della loro non si può. “Non ci sono contratti, viviamo di rimborsi”. Una favola per davvero. "Qualche ragazzo gioca e basta, qualche altro gioca e lavora. Dipende. Anni fa - in B svizzera - mi è successo di avere capitano e vice capitano che spezzassero le giornate tra allenamenti e… lavoro in banca. Adesso in A e B svizzera è usanza far firmare contratti ma nelle altre categorie il calcio è un hobby. I giocatori pensano di più al loro futuro, al loro lavoro, che al calcio. Si domandano: “Col pallone mi pago 10 anni di vita e poi, che combino?”. Così lavorano e si pagano una vita intera. Qui già a 21/22 anni si rendono conto se potranno vivere di calcio oppure no. In Italia è diverso”. 

Ganz si fa su e giù in macchina 5 giorni su 7, un po’ come molti suoi calciatori: “Qualcuno fa la spola tra Milano e Ascona come me, qualche altro vive lì, magari solo, come il nostro terzino sinistro (del Sud) che ha deciso di lasciar tutto e affrontare questa esperienza”. 16 italiani in rosa, tra cui Sorrentino - attaccante! - il fratello del portiere del Palermo. Appena 4 svizzeri: “Si ma si parla italiano, qui tutti parlano italiano in un modo o nell'altro”. Cura del dettaglio, il Ganz allenatore non è solo fase offensiva: “Siamo la terza miglior difesa”. Ma soprattutto quella sì, perché Lu è semper Lu: “Pure il terzo miglior attacco: 10 gol in 12 partite un attaccante, 8 su 12 l’altro e 6 su 12 l’ultimo”. 

“Per ora è solo una passione” mi precisa Maurizio. “Sai, un rimborso spese non è un contratto. Con un contratto in mano è diverso, cambiano molti scenari”. E nel suo futuro, il salto potrebbe essere lì dietro l'angolo: “Tornare ad allenare in Italia è la mia aspirazione. Qualche tempo fa c’era stato qualche contatto con il Lumezzane, ora ci sono altre squadre che parlano di me… vediamo. Non è nemmeno escluso che continui in Svizzera”. Dove sta incantando con il suo Ascona. Alla faccia di chi diceva che sapeva solo segnare...

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