La crisi europea dei fischietti elvetici


di Massimo Schira

È dalla stagione 2010/2011 che non si vede un arbitro svizzero dirigere una partita di Champion's League. L'ultimo è stato Massimo Busacca. E anche in Europa League le presenze delle "giacchette nere" rossocrociate latita. Finora questa stagione il solo Jaccotet ha ricevuto un incarico a livello continentale. Cosa sta succedendo alla classe arbitrale svizzera? Che ne è della scuola che ha prodotto negli anni elementi di qualità molto apprezzati come Daina, Röthlisberger, Urs Meier e lo stesso Busacca? Il fischio dell'arbitro svizzero ha di certo perso molto "appeal" internazionale.
In un contesto calcistico europeo sempre più allargato - basti pensare alla freschissima partecipazione alle Coppe di realtà come il Kazakistan o l'Azerbaijan - anche i club svizzeri sanno ritagliarsi un posto di riguardo. Molta meno fortuna stanno invece trovando i fischietti elvetici. "Il primo aspetto da tenere in considerazione è la capacità (e la fortuna) di trovare talenti - osserva l'ex capo degli arbitri svizzeri, Carlo Bertolini -. Come succede nello sport in generale, anche nell'arbitraggio non nascono ogni anno i Roger Federer. Elementi come Massimo Busacca o Urs Meier hanno sempre dimostrato di avere una marcia in più". Vi è, insomma, in primo luogo un problema qualitativo dietro le mancate chiamate da parte dell'Uefa.
Ad essere preoccupato per la mancanza di figure di riferimento è anche Renzo Chiesa, per 25 anni arbitro e guardalinee dal calcio regionale al massimo campionato. "Avere arbitri di alto livello da emulare è un incentivo per i giovani, che affrontano i sacrifici dell'arbitraggio con maggiore motivazione - spiega -. Un tempo l'arbitro svizzero era considerato una garanzia, anche perché veniva da un Paese storicamente neutrale, dal Paese della Croce Rossa. È un vero peccato non vedere fischietti elvetici impegnati in Europa, visto che in passato abbiamo avuto brillanti esempi di direttori di gara in finali di Coppa o partite importantissime delle nazionali. Anche perché il campionato di Super League ha un buon livello e non credo che un arbitro che dirige una gara nel massimo campionato svizzero sfigurerebbe a livello internazionale".
Secondo Bertolini, comunque, la diversificazione del panorama calcistico europeo ha un ruolo anche nelle scelte e nelle presenze degli arbitri. "In primo luogo va detto che il campionato svizzero è sì di buon livello, ma non è ancora di prima fascia - precisa -. Emergono poi realtà come l'Ungheria o, appunto, il Kazakistan, che, oltre alle squadre, portano in Europa anche gli arbitri, spesso semi professionisti. LEGGI IL RESTO 

Etichette: , ,