CHIARO-SCURO ROSSOBLU


di Ruggero Glaus***

I meno giovani si ricorderanno certo di Gino Bartali, che con la sua inconfondibile voce rauca era solito sentenziare: "Qui, è tutto da rifare". Ebbene, l'osservazione calca a pennello per un Chiasso decisamente impedito. Ad agosto addirittura primo in classifica ed ora a fine novembre ad un passo dal fondo della graduatoria, con tanto di garanzia per un tonfo in Prima Lega, almeno a giudicare dal gioco e dai risultati.
Sentiamo un mucchio di giustificazioni tutt'altro che convincenti. La verità è che questa squadra non può dare molto di più di quanto sta offrendo in questo tardo autunno. Salvo eccezioni, i pilastri portanti stanno cedendo. Pensiamo a Guatelli, Roullier, Maccoppi e mettiamoci pure anche Regazzoni - che comunque quando vuole sa ancora fare la differenza -. Altri elementi stanno deludendo profondamente e qui pensiamo a Dossena, Ciarrocchi e Cortelezzi.
Altri ancora, o non sono in condizione oppure sono malvisti dal neo-tecnico torinese e qui entrano in linea di conto Diarra e Hassell. Insomma, quella squadra estiva brillante e persino vincente è scomparsa. Si tende generalmente ad incolpare Schällibaum, per quella sua scelta perlomeno discutibile. In parte è vero, ma solo in parte poiché prima ancora della sua "fuga", il tecnico zurighese aveva perso smalto e con lui la squadra. Ora, cercando il capro espiatorio, si vuole accusare Giancarlo Camolese, che innegabilmente ha le sue responsabilità ma a mio parere non è il colpevole, pur se i risultati non lo stanno certo assolvendo. Lui chiede tempo e si è sentito dire che il vero campionato di CHL comincerà soltanto a febbraio. Che facciamo, gli diamo tempo e modo per riscattarsi? Cos'altro si potrebbe fare? C'è da augurarsi che durante la lunga tregua invernale, in società si lavori sodo per porre rimedio ad una lunga serie di errori di valutazione. Altro che rincorrere il Losanna! A questo punto è d'obbligo un approfondito e serio esame di coscienza, senza esclusioni di colpi. Dirigenti, staff tecnico e giocatori. Tutti devono sentirsi in discussione e tutti devono darsi da fare per la giusta causa di un club, che si è illuso di poter assaggiare la "crema" del calcio nazionale, ma che poi, si è reso conto che in fondo poco o nulla è cambiato in questo scorcio di storia. Le due precedenti stagioni sono state una sofferenza unica e con ogni probabilità, sarà così pure stavolta, nonostante la buona volontà e la smania di chi sente di poter sottovalutare il calcio elvetico di lega cadetta, che a febbraio dovrebbe proporre un nuovo volto. Se così fosse, attendiamo con curiosità l'undici di Camolese e le aspettative di una dirigenza che dovrebbe scendere dalla nuvoletta.

*** da www.ilmiochiasso.com

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