Biancardi:"Il calcio femminile merita più attenzione"


Di Flavio Monticelli


È iniziato domenica scorsa il girone di ritorno per le ragazze di Andrea Biancardi, attualmente quinte in classifica nella massima serie Svizzera di calcio femminile.  Dopo un buon  pareggio contro il Neunkirch, attualmente seconda, abbiamo sentito l'allenatore del Football Femminile Lugano, che ci ha raccontato un po' come funziona il calcio femminile, ribadendo che questo campionato meriterebbe più attenzione da parte di tutti.

Al momento siete a metà classifica in 5^ posizione con 15 punti e siete ancora in corsa per la Coppa Svizzera. Come giudicate fin qui il vostro cammino in LNA e in Coppa? 

"Estremamente positivo! Quasi tutte le ragazze sono alla loro prima esperienza nella massima categoria per cui era lecito attendersi qualche difficoltà. A conti fatti possiamo tranquillamente affermare che le ragazze si sono fatte trovare già pronte, probabilmente perché da diversi anni veleggiavano nelle parti alte della LNB, dimostrando di avere qualcosa in più delle contendenti."


Rispetto alla LNB, cos’ha in più la LNA? C’è molta differenza fra le due categorie?

"Le differenze sono essenzialmente il ritmo e la continuità, oltre al fatto che non esistono avversari facili, anche se il San Gallo quest’anno è nettamente ultimo. Basta dare un’occhiata ai risultati maturati sul campo. I 90 minuti vanno interpretati sempre con la massima concentrazione perché il minimo errore lo si rischia di pagare a caro prezzo."


Riguardo la preparazione, in cui avete anche battuto la Juventus per 6-2, siete soddisfatti del lavoro svolto dalle ragazze? 

"Sarebbe stato utile poter giocare qualche amichevole in più, ma purtroppo alle nostre latitudini non abbondano gli avversari, in particolare durante i mesi invernali, per cui bisogna fare di necessità virtù. Le ragazze meritano comunque un grande plauso per la grande disponibilità e professionalità dimostrata."


Per una città come Lugano, quant’è importante avere sia la squadra del Lugano femminile che quella maschile nella massima serie Svizzera?

"A livello di immagine è sicuramente importante, non solo per la città ma per il Cantone intero perché aiuta a ricordare agli svizzeri che la Svizzera non finisce al nord del Gottardo. Il calcio femminile ticinese in Svizzera è conosciuto come Lugano, anche se il nostro obiettivo è quello di rappresentare tutto il Ticino ed in questa ottica stiamo cercando di lavorare sempre più in sinergia con le altre società femminili cantonali. Solo collaborando e unendo le forze riusciremo a tenere il passo delle superpotenze svizzero tedesche."


Rispetto al calcio maschile, c'è parecchia differenza o cambiano solo poche cose? 

"Il calcio giocato è lo stesso. 11 contro 11 con le stesse regole e senza tutele particolari per garantire l’incolumità fisica delle atlete, anzi! Se poi vogliamo paragonare la prestanza fisica e la qualità del gioco mi sento di dire che è un esercizio che lascia il tempo che trova, così come non ha senso confrontare il calcio maschile di oggi con quello degli anni sessanta o settanta.

Che cambia, e parecchio, è l’interesse, il sostegno e la mancanza cronica di persone che si mettono a disposizione senza doppi fini o interessi personali (e spesso come semplici volontari!) per garantire la sopravvivenza di un club come il nostro. Per far fronte agli oneri ed agli impegni bisogna farsi in 4, e non è solo un modo di dire!"


A livello di pubblico, siete soddisfatti o secondo voi il calcio femminile meriterebbe maggior attenzione? 

"Non possiamo certamente essere soddisfatti. Il calcio femminile è purtroppo considerato uno sport minore e già l’attenzione dei media è pressoché nulla. Benché impegnati nella massima serie nazionale si fa fatica a trovare un trafiletto sui quotidiani e l’informazione in generale è pressoché nulla, anche se a piccoli passi (un bradipo al confronto è un fulmine!) qualcosina in più, come ad esempio dopo la promozione, l’abbiamo ottenuta. A livello Svizzero per contro, l’ASF sta lavorando alacremente per promuovere questa disciplina e grazie al grande lavoro ed all’influenza che ha l’allenatrice della nazionale, i progressi sono tangibili, come ad esempio la diretta streaming di una partita per ogni turno a partire dalla prossima primavera."


La seconda squadra del Lugano femminile si trova al momento in ultima posizione nel campionato di prima lega. Cosa manca a questa squadra per poter trovare la salvezza?


"I punti! Scherzi a parte, è una squadra molto giovane, di fatto una U21 con tante minorenni, che si è trovata improvvisamente catapultata in una realtà ben diversa da quella delle ultime stagioni. In seconda lega il ritmo è decisamente basso e gli avversari modesti, in prima lega è tutt’altra musica. Ogni squadra è in grado di andare a punti contro chiunque per cui non basta fare un paio di buone partite per risollevarsi, ma occorre essere continui sull’arco di tutta la stagione. Ad ogni modo per noi è importante avere una squadra di attive che sia da supporto alla prima squadra, per dare minuti a coloro che hanno poco spazio in LNA o che rientrano da un infortunio, altre a poter permettere alle più giovani di fare esperienza. Per questo motivo è importante mantenere il posto in questa categoria e se proprio non dovessimo riuscirci, ritrovarla immediatamente la stagione successiva."







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